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IL SOLE 24ORE - NEW ECONOMY - 19.12.2001
La rete catturera' tutta la conoscenza
Lo sviluppo dei motori
di ricerca cambierà radicalmente nei prossimi
cinque-dieci anni il nostro modo di gestire la conoscenza attraverso
Internet. Il trend di sviluppo delle cosiddette librerie virtuali e la
possibilità di trovare rapidamente tutto ciò che è free
nella rete faranno sì che una persona possa realizzare ricerche
in tutti i settori dello scibile umano. L'impatto, soprattutto per il
mondo dell'educazione, sarà enorme: le nuove generazioni di studenti
studieranno in modo completamente nuovo.
Tra le librerie virtuali già funzionanti possiamo pensare a Questia.com,
una start up di Houston che con un abbonamento di 20 dollari mensili
rende disponibile una biblioteca di 70.000 volumi nel campo delle scienze
umane e sociali. Oppure Elibrary.com, che ha disponibili 1.500 e-books,
scaricabili in formato pdf, e che si fa pagare una tariffa di 25 cents
(500 lire)per ricerca.
Man mano che i libri e le pubblicazioni in formato elettronico verranno
indicizzate, le librerie virtuali potranno coprire tutti i campi del
sapere, con un servizio a pagamento che salvaguarderà comunque
il diritto d'autore.
Oggi i motori di ricerca indicizzano tutto ciò che è liberamente
accessibile ma, in futuro, è immaginabile un megaservice capace
di aggregare tutto ciò che è free con i servizi a pagamento
(le librerie virtuali, ma anche banche dati, archivi pubblici, eccetera)?
E quanto tempo ci vorrà perché accada?
L'affermazione di Google, definito dal Wall Street Journal il motore
di ricerca più veloce, efficiente, intelligente e "onesto" (nel
senso che non dirotta fraudolentemente verso siti che potrebbero sommergerti
di pubblicità), sta aprendo una finestra sul futuro.
Google è un gioco di parole che nasce dal termine "googol",
che in matematica indica l'1 seguito da 100 zeri. É stato realizzato
da due studenti di Stanford, Sergey Brin e Larry Page, laureati in Computer
science.
Il loro progetto di ricerca, iniziato quando i due avevano 23 e
24 anni, è stato
avviato con un finanziamento di Kleiner Perkins, società di venture
capital di Palo Alto: è una classica storia di Venture capital
della Silicon Valley coi giovanissimi imprenditori di Stanford e i capitali
di ventura.
L'indice di pagine web gestito da Google è il più vasto
al mondo, con 1,6 miliardi di pagine: se si stampassero, ne risulterebbe
una pila di carta alta 110 miglia.
Per una ricerca in questo oceano di informazioni basta mezzo
secondo, e il risultato, grazie alla tecnologia che calcola
la rilevanza
della risposta studiando anche i link collegati, è assolutamente sorprendente.
Michael Porter, scrivendo sulle pagine di questo giornale qualche
giorno fa, spiegava chiaramente la necessità, da parte delle aziende,
di imparare a usare la rete. Si potrebbe aggiungere che la stessa esigenza
riguarda i singoli utenti, soprattutto nell'uso dei motori di ricerca.
Pochi sanno, infatti, che per la ricerca ormai non è più necessario
inserire i dettagli delle pagine di un sito, con tutte le espressioni
del percorso difficilissime da ricordare, né fissarsi su parole
chiave elementari. Con Google è possibile prendere un appunto
su un argomento che si desidera approfondire successivamente e i risultati
delle ricerche sono sbalorditivi. Provate a fare una ricerca su Google.com
mettendo le preferenze su italiano e lasciando la ricerca su tutto il
Web: adesso digitate :<Immagini del cratere Etna>: pochi clic e
vi trovate nel sito con le webcam che riprendono in diretta l'eruzione
dell'Etna.
Elenchi. Oppure cercate il telefono di una persona, in qualunque
paese del mondo (Google dà la possibilità di restringere le ricerche
a 25 lingue, oltre l'inglese, tra cui il cinese, il greco, l'ebraico,
l'ungherese, l'estone, eccetera): basta inserire la ricerca per <Telefono
di Mario Rossi> e vi trovate in un elenco telefonico on line. Se inserisco
la ricerca per <Cinema di Catania>, con quattro clic ho l'elenco
di tutti i film in programmazione oggi, compresi anche i cinema di Acireale.
Se invece cerco "Pireli", la prima risposta è <forse
intendevi Pirelli?>. Lo stesso se effettuo la ricerca per "Berluconi".
Per un altro politico famoso con un nome più complicato, il motore
agisce da solo: per "Dalema", trovo immediatamente il D'Alema
corretto, senza altri suggerimenti. Tutte queste ricerche avvengono tra
0,18 e 0,26 secondi: al momento non c'è nulla di simile al mondo.
Le luci del mondo. Eric Schmidt, ex capo di Novell, famoso "profeta" di
Sun per Java, oggi è Ceo di Google. Nella sede di Mountain view,
California, ha fatto istallare un enorme schermo con la mappa del mondo
e con una miriade di luci che si accendono quando un utente si collega
a Google per fare una ricerca. Ci sono luci anche sull'Antartide o sul
Ghana. Nelle ore di picco sono richieste oltre 2.000 ricerche al secondo,
per un totale di 120 milioni al giorno, metà delle quali al di
fuori degli Stati Uniti. Schmidt sta lavorando per quotare l'azienda
al Nasdaq: sarà una delle prime del prossimo anno, probabilmente
con risultati interessanti. Oltre ad accordi con portali, ricavi dalla
pubblicità o dalle percentuali sulle ricerche, nel business model
del motore di ricerca si stanno considerando altri servizi remunerativi.
Per esempio, le ricerche con i telefonini. Già ora Google trasforma
oltre 5 milioni di pagine html in un formato adatto agli schermi dei
cellulari Wap o I-Mode: Att ha un servizio a pagamento (Att digital pocketnet)
per fare ricerche col telefonino, con un costo di 5-7 dollari mensili.
Un altro passo avanti, attualmente in fase di sperimentazione, è la
ricerca via cellulare con richiesta vocale: Nuance sta sviluppando una
tecnologia capace di inviare a Google il testo della richiesta a voce,
per poi ricevere la risposta come Sms. Attualmente Google indicizza tutto
ciò che è "free". Ma nel momento in cui si aprissero
le porte degli archivi a pagamento le 1,6 miliardi di pagine disponibili
diventerebbero rapidamente decine di miliardi. Se non tutto, buona parte
dello scibile umano sarebbe disponibile sul web.
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