Parla Enzo Torresi, veterano
del venture capital«In crisi la Silicon valley? No, è iniziata
la selezione» Caravita
Mercoledì 18 Aprile 2001
Il peggio, per molti venture
capitalist della Silicon valley, deve ancora venire. La fase due della
crisi apertasi nel marzo 2000, con il crollo delle quotazioni delle «.com»,
vedrà la drastica selezione dei fondi di venture capital. In particolare
quelli medio-piccoli che hanno puntato tutto sulle aziende virtuali. Molti
di loro stanno letteralmente «svenandosi» per mantenerle in
vita, in attesa di tempi migliori.È questa limpietosa diagnosi
che Enzo Torresi, veterano dellhi-tech califoniana (fondatore di
numerose imprese e oggi anche lui venture capitalist) traccia sulla situazione
del centro dellinnovazione made in Usa. Ma vi sono anche le luci.
Complice laccorciamento drastico dei tempi di ritorno sul valore
azionario delle nuove imprese nel 1998-99, negli scorsi anni i fondi di
venture più consolidati hanno immagazzinato profitti enormi, cavalcando
leuforia, e ora sono relativamente al sicuro. Si tratta dei cosiddetti
"megafund" con dotazioni, spesso, per diversi miliardi di dollari.
Quindi in grado di affrontare anche il costoso mantenimento in vita delle
«.com». Si è però aperto paradossalmente uno
spazio per chi voglia investire nelle nuove imprese tecnologiche "vecchio
stile". Su nuovi prodotti, che magari costano rilevanti investimenti
in R&S, ma alla fine generano vantaggi competitivi.È questa
la strategia di Torresi e di MyQube (lincubatore italiano che lo
ha per partner), soprattutto nellarea delle comunicazioni avanzate
via Internet.