Letter from Washington
Editor Oscar Bartoli Oscarbar1@msn.com (Beyond the News)
5100 copie distribuite nelle edizioni italiana ed inglese
Non
posso credere ai miei occhi
Intervista a Enzo Torresi, Guru del venture capital Palo Alto (California)
Non posso credere ai miei occhi, così dicevano un anno
fa i venture capitalists, i banchieri, gli imprenditori, gli investitori
che vedevano remunerati i propri investimenti nella technology information
con tassi del 300 per cento e più.
Poi, in un anno, il
tracollo. Abbiamo intervistato Enzo Torresi, siciliano emigrato anni fa
in California, dove ha diretto il Centro Olivetti di Cupertino, per poi
mettersi in proprio. Ha fondato e messo sul mercato numerose aziende.
Oggi è considerato un guru del venture capital e per rendersene
conto basta andare con lui dal Fornaio, uno dei ristoranti
più alla moda di Palo Alto. Una processione continua, di cordialità
, saluti, richieste sussurrate che la dicono lunga sul livello professionale
di questo ingegnere di Catania, appassionato di volo (ha due aerei).
Da un anno Torresi
è diventato partner effettivo di MyQube il fondo creato in Italia
da Gianluca Braggiotti. Grazie proprio a Torresi My Qube sta espandendo
la sua attività di incubator anche negli Stati Uniti.
CNN ha diffuso
un servizio sui locali sfitti a San Francisco e Silicon Valley e i realtors
che praticamente ti offrono sconti grandiosi se gli firmi un contratto
anche solo di un anno. Siamo in recessione oppure abbiamo raggiunto il
punto più basso e ci stiamo risollevando? Insomma: come giudica
la situazione
Facciamo un
esempio: a Las Vegas piuttosto che a Montercarlo se uno gioca alla roulette
la regola è che il banco paga 35 volte il numero en plein. Immaginiamo
che il Casino di Montecarlo sia diventato matto ed abbia offerto per un
periodo promozionale 350 volte la posta. Questo periodo è finito.
Montecarlo ha detto: Scusatemi, adesso torniamo alla normalità.
E cioè alle 35 volte la posta. Prima conseguenza: tutti i dilettanti
(sia come imprenditori che come venture capitalist) se ne sono dovuti
tornare a casa. Hanno capito che non si gioca più con le regole
fasulle ma con quelle di quindici anni fa quando nacque Compaq, Intel,
Businessland, etc. Si è tornati alla normalità, ripeto,
non cè stato un tracollo epocale. Il Profit Price Earning
Ratio (PPEP) ricordo che storicamente nel Nasdaq è stato 17. Siamo
ancora un pò sopra, ma si sta tornando lentamente verso questa
quota. Quanto alle grosse società che negli ultimi anni sono cresciute
a livelli paurosi, stanno dando delle grandi frenate perchè è
in corso questa recessione, crisi. Chiamiamola come si vuole. Il settore
della Information Technology non sta andando molto bene.
Ma qualcuno avrebbe potuto prevedere che lascesa del Nasdaq era
una bolla speculativa
In questo momento
sta nascendo il partito degli anti Greenspan. Io non sono tra questi perchè
credo che il capo della FED abbia lavorato bene. Forse non è stato
abbastanza aggressivo nel raffreddare i mercati allinizio dello
scorso anno ..
Ma la recessione
dipende dal fatto che stiamo entrando in un periodo di saturazione dei
mercati, per cui resta solo la componente sostituzione?
Secondo me i
due fenomeni (bolla e recessione) non sono connessi. La calmata
che ci stiamo dando è un fenomeno di ciclo. Nei primi anni 80
ci fu lesplosione dei PC e nel 1987-88-90 il grosso crollo con uscita
di tante aziende dal mercato. Questo ciclo negativo durerà, come
tutti dicono, sino alla metà del prossimo anno. E poi ci sarà
una ripresa.
Ma per quanto
la riguarda lei continua ad avere in testa il cappello di imprenditore,
oppure si è completamente votato alla finanza ed al venture capital?
Io continuo
a finanziare società nelle quali posso immettere un grosso contributo
di idee, di management, di tecnologia
Si tratta di
una posizione a metà strada. Ma laccusa che viene mossa ai
venture capitalists è quella di avere sballato le loro previsioni.
Guardi è
molto difficile in una situazione come la presente identificare di chi
siano le colpe. Cè chi dice che la colpa è dei banchieri,
chi afferma che sono da imputare i venture capitalist ed i broker. Ce
chi dice che tutto dipende dai day traders, quelli che entravano
ed uscivano dal mercato ogni mezzora. La realtà è
sicuramente più complessa con una combinazione di multiple responsabilità.
Personalmente ritengo che la responsabilità sia soprattutto dei
banchieri, mentre i venture capitalist continuavano a fare il loro lavoro
come sempre avevano fatto. I banchieri un giorno si sono svegliati ed
hanno detto: Proviamo a far quotare in Borsa queste società,
visto che cè il boom di Internet, anche se sono premature
perchè non hanno profitti, non hanno in pratica fatta alcuna vendita,
però sono euforiche, con un grande futuro potenziale.
Questi banchieri hanno innescato i propri analisti che hanno fatto le
loro indagini concludendo che quelle società sarebbero cresciute
del 500 per cento. Ed hanno fatto la prova con alcune aziende
Non cè
male come complimento agli analisti..
Lei sa che i
banchieri hanno i cosiddetti chinese walls. Tutte balle, mi
creda. I banchieri si sono chiesti se vi era un modo di cavalcare leuforia
a loro vantaggio. E del resto sono i banchieri che hanno in mano la chiave
degli IPO (Initial Public Offer). E quando hanno presentato questa teoria
ai venture capitalist non si sono certo sentiti dire di no. Provate,
gli hanno detto. Male che vada la società non andrà in Borsa.
Ma la società non sarebbe comunque andata in Borsa se non due anni
dopo. Tutti hanno usato ed abusato di questa euphoria: gli analisti con
commissioni e bonus astronomici, i banker facevano commissioni astronomiche
del sette per cento su ogni IPO, i ritorni per i venture capitalist erano
astronomici. La frase tipica era: I cannot believe my own eyes.
Non ci credevano nemmeno loro. Una sorta di esaltazione collettiva, uneuforia
che non si capiva nemmeno bene da cosa nascesse, uno snow balling
un effetto valanga che ha creato sempre più ricchezza. Per un anno
e mezzo questa fase è stata in mano ai professionisti. Poi ci si
sono buttate dentro le nonne e i pensionati della Florida, quelli che
non avevano mai acquistato unazione in vita loro sono entrati nel
mercato perchè il loro investimento era remunerato del 400 per
cento.
Daccordo:
però poi qualcuno ha cominciato a fare qualche conto sulla scienza
dellinvestimento..
Proprio così.
È venuto fuori il concetto della runway, la pista di
decollo. Se tu stai troppo a lungo sulla pista senza alzare il naso dellaereo
finisce che ti schianti alla fine. E così si è cominciato
a depennare quelle aziende che avevano prospettive di cash flow in dieci
anni. E si trattava di società quotate in Borsa. Insomma, come
ha cominciato a diffondersi questo scetticismo è andata aumentando
anche la paura. Il 25 marzo del 2000 il Nasdaq ha superato I 5200 punti.
Dopodichè è iniziata la caduta. Alla fine dellanno
era sceso del 48%. Il buffo è che anche i professionisti dei pension
funds sono rimasti intrappolati, perchè il fenomeno era durato
così a lungo che ci si era abituati allidea che dovesse continuare
in eterno. Ma quando tutti hanno cominciato a farsi quattro conti è
venuto fuori che si trattava di una bolla insostenibile ed
è iniziato il massacro. Oggi le parole dordine sono: maintenance,
mantenimento delle iniziative che saranno valide alla ripresa dei mercati
ma nelle quali bisogna continuare a immettere soldi per farle andare avanti
almeno un anno; poi selectivity nel senso che si è
adottato il criterio di Erode e le piccole iniziative con scarso futuro
vengono uccise in culla; wait and see, mettersi alla finestra
per vedere cosa succede.